venerdì 7 ottobre 2011

giustizialismo

Secondo il suo metro di giudizio, Marco Travaglio, rinviato a giudizio dovrebbe autosospendersi. Dovrebbe difendersi nel processo e, fino a quando non sia stato riconosciuto innocente, dovrebbe astenersi dallo scrivere di politica.
I suoi lettori hanno diritto di sapere se stanno leggendo un diffamatore, o no.

Così ragionano i giustizialisti quando un politico (loro avversario) entra nell'interesse dei PM (loro amici).

Ma tra i liberali nessuno farebbe una richiesta simile. Continui pure ad ossessionare gli ossessionabili, quando diffamerà ne risponderà.

21 commenti:

Simone ha detto...

Interessante la definizione di liberale: ne consegue che US, UK, Germania e tutto il mondo occidentale sono un branco di Paesei illiberali mentre solo il fulgido esempio della Patria italica si staglia nell´Olimpo del liberalismo.
Me ne compiaccio molto e lo faro' presente al prossimo collega che mi chieder'a conto del Bunga Bunga in maniera tale da poter dileggiare questa nazista societa' che fa dimettere un ministro reo di aver forse copiato un insignificate tesi di dottorato.

Arci ha detto...

quindi tu sei per la sospensione di Travaglio fino a sentenza definitiva?
è quella la richiesta che un liberale non fa e un giustizialista rivolge sempre agli altri.

Simone ha detto...

Travaglio non e´un pubblico ufficiale...ormai in Italia non si riesce piu a distingure tra un cittadino e un investito di pubblici poterii

Arci ha detto...

allora non hai capito niente

Simone ha detto...

e´un concetto semplice....un politico, amministratore pubblico ecc ecc non e´un cittadino come tutti gli altri....

Ciamau ha detto...

@Arci
Mi dispiace caro Arci, ma devo essere d'accordo con @Simone.
E' chiaro, almeno per me, che non dovrebbe essere la legge a obbligare alle dimissioni, ma sul piano morale e politico, non c'è dubbio che tale obbligo sussista.
Del resto è quanto accade, di norma (e gli esempi sarebbero numerosi), nel resto del mondo liberale, dove anche solo il sospetto di non aver pagato i contributi alla propria colf, stronca una carriera.
E questo comportamento (quello di dimettersi se si è sospettati di aver commesso un reato) me lo aspetto da tutti, nessuno escluso, non ne faccio una questione di fazione.
Discorso diverso per chi opera nel privato, dove non si ha a che fare col denaro dei contribuenti e con l'interesse pubblico; dove non si rappresenta una nazione, ma solo se stessi o, per esempio, una o più società, ai cui azionisti si dovrà poi, eventualmente, rendere conto. E' un fatto privato che si risolve tra privati.

Dovresti indignarti per il fatto che persone condannate per corruzione, concussione o altri reati tipici dei "colletti bianchi", stiano nonostante tutto mimetizzati in qualche meandro della pubblica amministrazione, protetti dai partiti.

A me interessa lo cosa pubblica (che cos'è una repubblica?), non difendere una parte contro l'altra.
E questo dovremmo farlo tutti, perché a tutti noi, gente comune e onesta conviene.

Certo, non tutti gli italiani sono onesti e quindi si capiscono molte cose, ma questo è un altro discorso.

Ciao, buona domenica.

Arci ha detto...

caro MAU, io colgo la differenza tra i doveri di chi ricopre una carica pubblica e quelli di un privato cittadino.
Dobbiamo premettere una cosa: il Germania (o in Uk, negli Usa ecc.) il politico colto con le mani nella marmellata si dimette solo per accellerare il suo destino, sa che non sarà rieletto. Sa che l'elettorato non lo perdona. Da noi invece, nelle stesse condizioni, il politico resiste. Perchè sa che potrà essere rieletto. Quindi questo diverso andazzo dipende dall'elettore non dall'eletto.

Detto questo veniamo al contenuto del post.
Travaglio non è un impiegato del catasto. Egli si rivolge quotidianamente ad un pubblico che crede nelle sue invettive politiche, che lo segue nelle sue accuse a questo e a quello.
Il suo pubblico merita rispetto, deve sapere se ha a che fare con un paladino della legalità o con un diffamatore.

Tuttavia nessun liberale gli chiede le dimissioni. Le dimissioni non si chiedono. Ognuno è responsabile e resta o si dimette in base alla propria coscienza e alla propria moralità.

Osservo che secondo la moralità sbandierata da Travaglio sarebbe da attendersi una sospensione dall'attività fino a sentenza definitiva. Se vuole.

AlterEgo ha detto...

devi ammettere, Arci, che il metro di giudizio è tale proprio perché si adatta, si misura, in relazione a qualcosa, all'oggetto della valutazione. Mettere sullo stesso piano l'attività di un giornalista, autore di un libro contenente presunte affermazioni diffamatorie, con quella del politico investito di una funzione pubblica è operazione concettualmente scorretta. Poi, ognuno è libero di estendere quel metro fin dove vuole, a dismisura, e non per questo diremmo che non ha capito niente...

Simone ha detto...

riassumendo:

un politico italiano visto che sa che sara' rieletto in ogni caso non deve dimettersi

Travaglio che sa che se anche condannato (nell´articolo si parla di diffamazione...ora io non se quello che ha scritto Travaglio sia vero, se e´falso si chiama calunnia, se e' vero non capisco dove sia la diffamazione) verra' comunque letto deve smettere di fare il giornalista.


complimenti per la logica.

giusto per ricordare: in un Paese sommamante illiberale come gli US un gionalista puo´scrivere notizie false senza incorrere in nessuna sanzione a patto che quando scrive sia convinto che sia vero.
(New York Times Co. v. Sullivan)

Arci ha detto...

non voglio dire che politici e giornalisti siano sullo stesso piano, caro ALTER. E, comunque, la necessità del passo indietro è nella cultura giustizialista, non nella mia.
Per me le dimissioni altrui non si chiedono, al massimo si possono auspicare.

Però, pensaci bene, nella civiltà della comunicazione di massa il ruolo di giornalista non si può trascurare.

Arci ha detto...

caro SIMONE, credi pure nella buona fede di Travaglio?

E' tipo da diffamare inconsapevolmente?

AlterEgo ha detto...

la necessità del passo indietro appartiene all'etica della responsabilità, che non mi pare abbia tratti in comune né con il giustizialismo né con la cultura politica del nostro paese.

Arci ha detto...

caro ALTER chiamala pure responsabilità, ma è una scelta di chi ricopre la carica. Se è responsabile e ritiene di fare più danno che bene deciderà di dimettersi.

Ma chiedere tutti i giorni agli altri di dimettersi mi sembra una cosa molto stupida. I giustizialisti lo fanno anche più volte al giorno.

Simone ha detto...

@ Arci:

a me sinceramente della buona fede di Travaglio interessa ben poco finche' non diventa un politico. Credo di essere in grado di giudicare in maniera piuttosto autonoma se quello che dice sia vero o meno e fino a che punto lo sia. Normlemente Travaglio dice cose che sono fattualmente vere con analisi molto discutibili.

Saro' strano ma quello che tu chiami giustizialismo e´ la prassi normale in tutti i Paesi occidentali. Se poi credo che tutto il monod occidentale sia nel torto e solo l´Italia nel giusto liberissimo...solo che mi pare che il nostro Paese non vada proprio cosi bene...e non credo che non abbia nessuna influeneza il fatto che l´intera classe politica ha un senso di responsabilita pressoche' nullo.

Arci ha detto...

caro SIMONE, dimmi un solo paese nel quale il capo del governo viene intercettato e le sue conversazioni vengono pubblicate sui giornali.

Simone ha detto...

in Uk paese notariamente fascista o comunista (vedi te) sui giornali sono finite le mail riservate del principe Carlo!


tempo addietro in US hanno pubblicato le interecttazioni del governatore dell´Illinois che si vendava il seggio di Obama al Senato.

Berlusconi non puo' essere interecettato, le intercettazioni sono di altri!
Io non ricordo nemmeno nessun premier sotto processo per corruzione, frode fiscale, prostiuzione minorile, concussione ecc.

E' molto interessante comunqnue come l einterecettazini scandalizzino solo se sono di Berlusconi...quando si interevtta Fassino va tutto bene (non parlo di te, ma il trend eß questo)

Simone ha detto...

http://www.guardian.co.uk/politics/video/2011/oct/10/fox-apology-denies-wrongdoing


che Paese incivile: costringere un ministro alle scuse per aver dato l´impressione di aver sbagliato...che zotici..ma vuoi mettere le Papi girls a spese nostre sui voli di stato quanto sono meglio...

Arci ha detto...

una cosa sono la mail rubate e vendute ai giornali, un altr sono 3 procure che danno la caccia all'uomo intercettando a tappeto tutti quelli che sono in contatto con lui. Per aprire processi fantasma, fino a quando non lascerà la politica per fare spazio agli amici dei PM.

Simone ha detto...

sempre nella fascita UK per intercettare qualcuno la polizia non deve chieder eil permesso a nesssuno, in Italia tutte le interecattazioni sono autorizzate da un giudice terzo...ma


ma hai gia' la sentenza dei processi di B??
faccelo sapere!!

Simone ha detto...

vogliamo parlare di questi fasciti di tedeschi il cui goverono compra con i soldi pubblici prove rubate a carico degli evasori fiscali...che mondo infame..solo in Italia il liberalismo splende...

Simone ha detto...

http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/10/news/trojan_germania-23011180/?ref=HREC2-5

solo l´Italia si salvera!!