lunedì 8 marzo 2010

era uno dei migliori italiani

è morto Alberto Ronkey, ingegnere, laico, antideologico, giornalista e scrittore.

Fu lui a spiegare, con la formula del fattore K, che la presenza di un grande partito comunista in un paese occidentale rendesse impossibile l'alternanza e - quindi - fosse la precondizione al lungo potere democristiano. La sola esistenza del PCI ( anche a prescindere dagli errori e dalle sconfitte subite dalla sua dirigenza) costringeva i partiti laici ad essere alleati della DC.

Il suo modo di scrivere e di argomentare era sempre chiaro e preciso. Lo preferivo ai vari Scalfari e Bocca intrisi di ideologia, di prevenzione e di odio e anche a Biagi.

Aggiungo quello che ha scritto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla famiglia:
«Apprendo con profonda commozione la dolorosa notizia della scomparsa di Alberto Ronchey ..... è stato figura di spicco del mondo democratico di impronta laica e repubblicana, protagonista del dibattito sui grandi temi della politica e della cultura, difensore appassionato di fondamentali valori di civiltà, come quelli costituiti dal patrimonio storico-artistico nazionale. Egli fu a fianco di personalità altamente rappresentative della vita politica e istituzionale come Ugo La Malfa e Giovanni Spadolini e servì lo Stato con impegno e assoluta integrità in importanti funzioni di governo».

Queste parole rendono chiari i motivi per cui questo blog guarda col massimo rispetto al Presidente.

7 commenti:

Gians ha detto...

Non senza vergogna, mi limito con il dire che non ho mai letto nulla di suo. Tuttavia la formula del fattore K la conoscevo.

Arci ha detto...

consolati, c'è anche chi lo ha letto e non l'ha capito

Gians ha detto...

Mi pare sufficiente.

enne ha detto...

Pensi anche tu, come me, che Napolitano abbia subito una modificazione genetica?

Arci ha detto...

cara N, penso che Napolitano non sia mai stato un comunista trinariciuto. Nemmeno negli anni 50.
Durante il periodo fascista il PCI era la forza più organizzata e molti vi aderirono anche non essendo propriamente comunisti. Giorgio Amendola era figlio di un liberale, così Antonio Giolitti vi rimase fino a quando non ne potè più.

Napolitano ha resistito ed è stato premiato ma già negli anni 70 (coi miglioristi) avrebbe voluto accellerare l'evoluzione del PCI. Voleva dialogare con Craxi.

Insomma non credo sia cambiato, sono cambiate le cose ed ha avuto ragione in ritardo.

enne ha detto...

Grande!
Non leggevo la parola "trinariciuto" da un secolo. :)))

Arci ha detto...

grazie cara N, che bello essere capiti!! ... su questi blog trovo molta incomprensione.
Anche in buonafede, anzi soprattutto in buonafede. Incomprensione dovuta al fatto che certe cose e certi temini sono ormai ignoti.
;)