lunedì 16 novembre 2009

indignati

Ogni Domenica il CorSera aggiunge delle pagine culturali, ieri un pezzo su due facciate era affidato ad un professore di Tor Vergata, che ha scritto anche tre libri ma che non avevo mai sentito nominare. Confesso che non ho molta stima dei giovani opinionisti, preferisco sempre Romano, Galli della Loggia, Ostellino, Panebianco o Sartori. Quindi ho iniziato la lettura di questo saggio di Alessandro Piperno (Roma, 1972) sulla Vergogna con un po' di prevenzione.
Invece mi è piaciuto, per questo ne parlo.


Anzitutto ha fatto dei riferimenti letterali molto pertinenti. Poi ha centrato alcuni concetti. Tipo: " Se c'è una cosa che rimprovero a molti miei colleghi contemporanei è di non vergognarsi abbastanza dei loro pubblici proclami pieni di posticcia indignazione civile."
E, più avanti, ha detto : "... l'orgia di indiscrezioni giornalistiche sulla vita sessuale dei nostri politici, con relative ignominie pubbliche e dissesti privati, mi ha suscitato un pervertito moto di empatia".


Ho imparato da Montaigne che le citazioni servano a dare forza alle nostre opinioni. Quelle virgolettate sono anche le mie opinioni.

19 commenti:

Gians ha detto...

Arci, il virgolettato pare più una frase ad effetto che altro. L'indignazione è sempre posticcia e posteriore, vorrei vedere chi è capace di indignarsi preventivamente. ;)

Arci ha detto...

caro GIANS nessuno ha sostenuto che ci sia l'indignazione preventiva, ci mancherebbe. Ma anche quella successiva, spesso, è fasulla e a senso unico. Ci sono intellettuali che firmano decine di appelli al mese, si indignano per tutto. Stanno sempre indignati.

Ridicoli.

medita partenze ha detto...

molto profondo, molto profondo davvero!

Arci ha detto...

caro MedPar mi fa piacere che condividi, anche perchè - oltre alle frasi che ho riportato - tutto l'articolo era godibilissimo.

Gians ha detto...

Arci, giornalisti a parte, noi della carta non stampata, ma che comunque sosteniamo una opinione, quasi mai diciamo ai "colleghi bloggers" di vergognarsi! e perchè mai dovremo farlo? e perchè lui lo fà? forse si ritiene più imparziale dei suoi colleghi, credo che la misura debba imporre a tutti, una più che critica, una autocritica. ;)

enne di niente ha detto...

E quelle di tanti altri che, pur non avendo simpatie spiccate per il PdC, deprecano un certo modo piazzaiolo di fare giornalismo.

Marcoz ha detto...

L'indignazione m'indigna.

Saluti

Arci ha detto...

Caro GIANS, vedo che di tutto il ragionamento, la cosa che non ti va giù è che uno si erga a giudice dei suoi colleghi. Che si metta sul piedistallo e giudichi l'indignazione altrui.

Noi dibattiamo, qualche volta insultiamo pure qualcuno (nel mio caso gli insulti me li prendo), ma non ci permettiamo di invitare altri bloggers a vergognarsi delle loro opinioni.

Detto così, il tuo pensiero non fa una grinza.

Però guardiamo quel concetto in altro modo. provo a chiederti: se ci accorgessimo che un gruppo di bloggers si indigna a comando. Ci accorgessimo che quel coro di indignati speciali esprimono "indignazioni posticcie". Che dovremmo fare?

Arci ha detto...

cara N, sono contento che tu condivida.
Una domanda: per PdC intendi partito del Capo (o del Cavaliere)? Nemmeo le mie simpatie spiccano, ma adesso non posso fare a meno di votarlo. Fino a quando non compare qualcuno meno peggio. ;)

Arci ha detto...

caro MARCOZ, tu indigni per la posticcia indignazione? Anche Piperno ed anch'io ed N con lui. ;))

Gians ha detto...

Vedo una sola via d'uscita. Sopratutto per quanto riguarda il parlare di temi etici o morali, credo ci si debba limitare ad una autoanalisi, portare avanti le proprie convinzioni non deve necessariamente contestare quelle altrui. Chi lo fa credo lo faccia perchè vede le sue tesi vacillare, e anzichè chiedersi come mai, passa al contrattacco. La faccio troppo semplice? ;)

Arci ha detto...

Caro GIANS, credo che sia insito nella discussione la facoltà di aderire e di contestare. Si può discutere e rimanere nelle proprie opinioni, ovvero modificarle anche parzialmente grazie al contributo degli altri.

Ma se "molti colleghi" si indignano fittiziamente - e noi siamo certi che sia fittizio - che facciamo, stiamo zitti?

Quella che tu chiami autoanalisi sembra l'autogoverno dei magistrati che è arrivato al punto che siccome il CSM non punisce nessuno, ognuno fa quello che gli pare.

Credo che i membri di una comunità debbano pure avere il diritto di contestare apertamente.

Comunque capisco bene i tuoi dubbi e le tue perplessità.

Mella ha detto...

Ma veramente non conoscevi Piperno???? Non ci posso credere!

enne di niente ha detto...

vabbè: rispondo alle domande con un giorno di ritardo.
Intendevo Presidente del Consiglio.
Io ho trovato un'altra soluzione, Arci: voetrò radicale finchè non sarà comparsa all'orizzonte una destra veramente laica e liberale.

ps. Volendo i radicali sono liberali, sebbene Pannella si ostini a chiamare i suoi "compagni". :-S

Arci ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Arci ha detto...

cara N, votare Radicale è come non volere schierarsi. Si Pannella è un liberale, ma è anche molto altro. Certe cose, come Cicciolina e Toni Negri non si dimenticano. Anche se ha avuto il grande merito di ospitare Sciascia quando questi capì (20 anni prima degli altri) che non poteva coesistere col PCI, che aveva a che fare con gente di nessun valore. Deluso anche da Berlinguer a e da Guttuso.

Arci ha detto...

cara B, non lo conoscevo, dopo il tuo commento sono andato a vedere cosa avesse fatto di notevole. Ho visto che a scritto di Proust, ma a me Proust non piace. E quindi ho trascurato quel saggio, se pure 9 anni fa ne fossi venuto a sapere. ;)

Mella ha detto...

Io di Proust ho letto un libro al tempo in cui leggevo in media dieci libri per settimana, e ci ho messo due mesi. Non ce n'è più stato un altro. E non sapevo che Piperno ci avesse fatto un saggio. Ma col suo romanzo d'esordio, un anno o due fa, è stato per mesi in vetta alle classifiche, ne hanno parlato tutti i giornali e tutti i programmi televisivi e radiofonici e miliardi di blog e siti internet ...

Arci ha detto...

cara B, io ogni fine d'anno riassumo le letture dell'anno appena trascorso. Se vedi non ci sono esordienti. Su Proust ho fatto la stessa cosa. Diceva Sciascia che o si ama Stendhal o Proust, mai entrambi. Io preferisco La Certosa e le Cronache Italiane.

Quindi Piperno non sapevo chi fosse, fino a domenica scorsa ;)