lunedì 8 novembre 2010

Mazzini

Ce lo fanno sempre vedere vecchio, con una barba austera e per nulla sorridente. Invece era Mazzini già da ragazzo. A 28 anni il Tribunale di Carlo Alberto lo aveva già condannato a morte.

A 26 anni (1831) Mazzini aveva scritto al re esortandolo a staccarsi dall'Austria e a combattere per l'Italia unita. La qual cosa aveva offeso un sovrano che pretendeva di regnare per diritto divino e al quale un semplice suddito non poteva dire cosa fare o non fare.

Dal 1833 al 1872 fu sempre esule, in Francia, in Inghilterra e in Svizzera o latitante negli staterelli italiani e, dopo il 1861, nel Regno d'Italia. Aveva un solo scopo: unire l'Italia. E, in subordine, istaurare nell'Italia unita una repubblica. Cioè il governo del popolo. Cosa che spaventava tutti i regnanti, sia il re Sabaudo, che l'Imperatore d'Austria, che il Papa, che il Re Borbone. E non piaceva neanche a Cavour che preferiva uno stato diretto dai nobili e dai grandi borghesi. Anche Cavour voleva superare il diritto divino dei re, ma senza esagerare.
Ben pochi pensavano all'Italia come ad uno stato, era un'espressione geografica: la penisola e quello che sta sotto le alpi. Esisteva l'Italiano come lingua. Ma la nazione italiana era sfumata, troppe le differenze tra i vari popoli. Nessuno credeva possibile che potessero diventare cittadini di un unico stato. Mazzini lo credeva possibile e lo voleva.

Mazzini in tutta la sua vita non fece altro che politica per l'unità del Paese, fomentando disordini sia in Italia che negli altri possedimenti austrieaci. Tutti lo volevano morto ma il popolo italiano lo ammirrava. Anche senza averlo mai visto, senza conoscerlo.
Chi lo conosceva lo adorava, in Inghilterra c'era sempre gente pronta ad offrirgli denaro per le sue cospirazioni. Cospirazioni organizzata in camerette sempre serate e buie (per non far capire se c'era o no), attraverso l'invio di decine di migliaia di lettere.

Da un punto di vista ideale è stato Mazzini il vero, grande, padre della Patria italiana.

6 commenti:

Gians ha detto...

Forse avevi ragione: siamo più bravi a incitare che non ad entrare nel merito delle questioni, questo post ne è la dimostrazione, ma non desistere. Oggi per esempio ho sentito parlare una giovane donna sindaco di un paese del Veneto alluvionato. Ho pensato al tuo post per una semplice ragione, infatti non capisco come sia possibile che un giovanotto di 26 anni come era Mazzini, scrivesse al re le sue convinzioni repubblicane e un sindaco odierno di 31 anni non abbia la capacità di denunciare un semplice abbandono da parte delle istituzioni.

Arci ha detto...

il paragone mostra gli opposti, caro GIANS.

teddy ha detto...

Vedi, Arci, anche l'accoglienza di un post in un blog tradisce lo spirito dei tempi. Dell'unità d'Italia, del Risorgimento, non frega niente a nessuno. Invece Gians pubblica un post sull'eutanasia e fa più di trenta commenti. Cosa dire: si prova una certa pena, non per la sensibilità sull'eutasnasia, ovviamente, ma per l'assoluto disinteresse per l'unità d'Italia.


p.s. Sarei anch'io di cultura risorgimentale. Solo un po' più garibaldina della tua.

Arci ha detto...

caro TEDDY, la sinistra italiana a quei tempi era fatta da repubblicani, mazziniani o garibaldini, dai primi socialisti. Adesso siamo a Vendola e Diliberto.

Chi non è cretino deve votare B per non veder completamente rovinare la Patria così come mi è toccato veder rovinata Napoli; in definitiva per mancanza d'altro.
Ci tocca vedere l'attuale sinistra applaudire il fascista ripulito.
E sentirsi pure insultare.

jazztrain1 ha detto...

Concordo con te: è un padre della patria, come lo è stato Giuseppe Garibaldi. Questo nessuno potrebbe metterlo in discussione. Magari i metodi cospirativi, che oggi sarebbero definiti in altro modo, (Mazzini teorizzava il terrorismo come mezzo per liberare i popoli oppressi dai tiranni), per quanto discutibili alla fine non hanno portato giovamento alla causa repubblicana tanto è vero che molti mazziniani, come lo stesso Garibaldi, preferirono in nome dell'Unità allearsi con i Savoia. Una soluzione che Mazzini osteggiò ma che fu frutto dei fallimenti politici delle sue cospirazioni (vedi vicenda Orsini). In ogni caso, la grandezza del Mazzini deriva dalla modernità del suo programma politico, e dal suo sincero spirito democratico ed europeista. Voleva un'Europa delle nazioni, non certo un'Europa nazionalista.

Arci ha detto...

la differenza terminologica tra cospiratore e terrorista potrebbe essere questa: il cospiratore combatte il tiranno, il terrorista opera anche contro le democrazie.

e non è poco, non ti pare JAZZ ?