sabato 9 gennaio 2010

sono rimasto a letto fino alle 12 e 30

in questa mattinata fredda e piovosa, per rileggere IL CAVALIERE E LA MORTE di Leonardo Sciascia. Vi rendo dunque partecipi delle mie impressioni.
Il racconto parla del potere economico intriso di malaffare e privo di scupoli; del potere fascista che con la propria violenza ostentata voleva essere il solo al di sopra della legge; del potere democristiano che per conservarsi deve inventare bande eversive come i "figli dell' 89".
Con grande fantasia letteraria questi terroristi inventati a tavolino (re-inventati dopo che le BR erano state sconfitte) si richiamavano al Terrore della Rivoluzione Francese.


Parla del cancro che accomuna lo scrittore e il suo protagonista, del dolore, della consapevolezza di una morte imminente, del pudore di non esporre se stessi morenti.

Come in A CISCUNO IL SUO, l'inquirente muore perchè ha lasciato intendere di aver capito la verità; anche quì vittima di una bella donna.

L'ultimo pensiero dell'inquirente riguarda la menzogna, ma è "il pensiero della mente in cui la sua si era sciolta".
Parla della mente di dio?

Prima il protagonista aveva detto di rifiutare "i religiosi conforti della scienza". "Se mai sentissi il bisogno di un conforto, ricorrerei a quello più antico ... ma non lo sento".

E' l'agnostico che ammette la possibilità di una mente capace di un pensiero "eterno ed ineffabile" ma sceglie di non avere bisogno di quel conforto e di poter affrontare la morte laicamente, senza averne paura.

6 commenti:

Gians ha detto...

Quasi ti invidio, permettersi di stare a letto, a leggere un libro già conosciuto è un lusso che solo la serenità può donare, non ci sono soldi che tengano, le vere felicità sono queste.

Arci ha detto...

caro GIANS ho già detto da qualche parte,su uno dei nostri blog, che le cose importanti non costano nulla.

Inoltre io, essento montaignano, cerco di vivere nella comodità della mia tana, come quegli animali che cancellano le loro tracce fuori dell'uscio.
:)

enne ha detto...

Allora stamattina scopro di essere montaignana anch'io.
Urge correre a ripassare un po' di filosofia.:)

Arci ha detto...

devo dire qualcosa di Montaigne, cara N, la critica in genere non dice molto. Era un grande mistificatore e in tanti non l'hanno ancora capito o lo hanno fatto solo in parte.

Se inizi a leggere qualcuno che sostiene lo stoicismo di M. butta via ;)

Marcoz ha detto...

Io mi posso abbandonare a qualsiasi (confortante) idea, nonostante non vi creda minimamente.
Non per nulla ho sempre pronti i discorsi da pronunciare in occasioni quali il ritiro dell'Oscar come miglior attore protagonista o del Premio Nobel (uno qualsiasi, va benissimo).

Un saluto

Arci ha detto...

scivi una raccolta di discorsi di ringraziamento, caro MARCOZ, o una di coccodrilli