domenica 20 febbraio 2011

Sanremo e la sinistra

Da oggi in avanti, se parlerò di sinistra dovrò far precedere questo termine o da "presunta", oppure da "sedicente". Dovrò dire la presunta sinistra italiana, oppure la sedicente sinistra del nostro paese. E' evidente, infatti, che dopo la bella apparizione di Benigni a Sanremo, con la sua commossa esaltazione del Risorgimento, la sinistra italiana non esite più. Ho visto la replica dell'intervento del comico e regista e me ne sono persuaso.

Preciso subito che per la sinistra italiana i comici sono più autorevoli dei politici. Crozza, Luttazzi e Grillo comunicano valori della sinitra più e meglio di Bersani e di Vendola. Sono più credibili. Figuriamoci Benigni. Quando parla Benigni è come se (anni fa) avessero parlato Togliatti o Berlinguer. Benigni prese in braccio Berlinguer, oggi se incontrasse Bersani o Vendola cambierebbe marciapiede per non compomettersi.

Ma che ha detto Benigni?
Come? non è chiaro?

Benigni a Sanremo ha annichilito due valori fondanti della sinistra: l'antimilitarismo  e l'internazionalismo.
Fino all'altra sera era chiaro che un comunista o un socialista italiano storcevano il naso a sentire "dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa". Ma come? ... l'Italia popolare e democratica non ripudia la guerra? Che ci fa con l'elmo in testa, meglio uno scolapasta ! La nostra Costituzione con l'articolo 11, popolare e progressista, che fine ha fatto? Ci mettiamo a sparare in giro come un La Russa qualsiasi? E, infatti, prima della presidenza Ciampi l'inno nazionale, per la nostra sinistra, era un'orribile marcetta, indegna delle riunioni popolari. Bisognava cantare l'Internazionale o Bella Ciao. L'inno di Mameli era roba per gli stadi (luogo frequentato da rozzi ed incolti) e per i fascisti.

E poi: tutto questo vantare le grandezze nazionali, Dante che ha ispirato i colori della bandiera. Mazzini che ha posto le condizioni per la sconfitta dell'Austria. Nazionalismo !!! Orrore!! Ma come? ... l'Italia popolare e democratica ha cittadini e lavoratori che sono fratelli di ogni altro lavoratore della terra, amici di ogni migrante. Siamo tutti uguali, non ci sono confini. La cultura millenaria italiaca con la sua lirica, col suo melodramma non equivale più ai percussori di tamburi dell'africa nera?

Se Benigni esalta la bandiera e canta l'orgoglio nazionale, senza che Repubblica, l'Unità e il Fatto lo abbiano scomunicato, può significare solo che la sinistra non esiste più. Almeno non esiste più quella sinistra ideologica, ottusa, modello "non capisco ma mi adeguo" che ho conosciuto in giovenutù e in maturità .... fino alla svolta di Sanremo.

10 commenti:

AlterEgo ha detto...

ora non ci resta che convincere anche Berlusconi che la sua ossessione anticomunista ha perso ogni ragion d'essere.

Gians ha detto...

Questa volta hai preso per bene la mira. Complimenti, post stupendo.

Arci ha detto...

caro ALTER, potremmo dire a B che è inutile cercare di uccidere il comunismo perchè si è già suicidato. Ma forse qualche ultimo residuo resta nelle procure. E questo lo preoccupa.

Meraviglia che questa preoccupazione non sia abbstanza diffusa. Che ci si accorga dei problemi solo quando ne rimaniamo vittime.

Arci ha detto...

grazie GIANS, contavo che il ragionamento ti piacesse. Che avresti ricordato benissimo il disprezzo, con tanta superiore spocchia, dell'inno e del patriottismo.

Gians ha detto...

Sto cercando inutilmente di parlarne da giorni, colpa mia se non colpisco nel segno.

Arci ha detto...

ci hai girato un po' attorno, io sono andato diritto al bersaglio perchè sono fatto così. Piaccia o no.

incidenze ha detto...

Cosa potevamo aspettarci dall'ennesimo caso di ravvedimento operoso? Benigni non fa certo eccezione:
La parabola di Benigni a Sanremo: "buoni" consigli - "cattivo" esempio?

Arci ha detto...

benvenuto caro BANTI (consentimi, professore, di darti del tu, lo faccio perchè hai due anni meno di me e, soprattutto, perchè su questo blog così si usa), ho letto la tua critica a Benigni ma non la condivido se non in piccolissima parte.

Penso anch'io che la coorte abbia pochi motivi per essere esaltata. Ma per il resto la trasformazione introdotta da Ciampi mi trova molto favorevole. Benigni è piaciuto anche a Napolitano e ne sono contento.

Ma lo sono perchè appartengo a quel filone risorgimentale e repubblicano che nel nostro paese è stato estremamente minoritario a causa del prevalere della cultura marxista e gramsciana alla quale tu appartieni e dell'altra chiesa papalina.

Io sono un mazziniano e un lamalfiano e quindi mi godo il momento.

Piuttosto, per restare al tema del mio post, vedo - da quello che scrivi da te più che dal tuo commento - che la sinistra estrema ancora coltiva i miti di cui ho parlato, continua nelle sue posizioni tradizionali.

Scusami, ma sembrate una riserva indiana.

PS: ti ho linkato e spero di continuare a dialogare con te. A presto.

nico ha detto...

A me Benigni ha fatto venire un sonno mortale, Arci, ma hai ragione: ora come ora dovremmo affidarci ai comici...
E' che la sinistra pullula, mentre "noi"...chi abbiamo, noi, a parte il PdC, comico suo malgrado?
;)

Arci ha detto...

i comici inconsapevoli, cara bellaNic, li chiamo "ridicoli".
;)