martedì 1 giugno 2010

i cretini da diporto

I cretini si giudicano per l'effetto delle loro azioni. A loro accade, il più delle volte, che sortiscano effetti opposti alle intenzioni. Accendono un fuoco per cucinare ed incendiano la casa, restando pure digiuni.

Per esempio i cretini da diporto, che si dichiarano pacifisti, con la loro azione "umanitaria" rischiano di provocare una guerra Turco-Israeliana.

Fra di loro forse qualcuno (di cui gli altri si sono fatti "utili idioti") voleva proprio quello, altrimenti avrebbero scaricato le merci in un porto israeliano e poi le avrebbero portate a Gaza dopo il controllo necessario. Come spiega bene Stefano.

25 commenti:

Gians ha detto...

Come dire, che qualsiasi nave battente bandiera non Israeliana, potrebbe essere affondata anche solo per il semplice sospetto di traffico d'armi. Anche questo non mi pare un atteggiamento occidentale.

Arci ha detto...

caro GIANS, tutte le barche che arrivano presso le nostre coste (e tutte le altre occidentali) sono contattate dalla dogana e dalla Capitaneria di Porto. Per entrare in un nostro porto devono identificarsi e possono essere controllate. La Svezia le perquisisce tutte per evitare importazioni di alcolici.

Israele fa qualche controllo in più per non fare arrivare armi a Gaza da dove partono continuamente razzi contro la città di Sderot.
Credo che sia nel loro diritto. Per portare aiuti la cosa è molto semplice. Invece forzare il blocco porta solo ad altri scontri.

Reby ha detto...

peccato che quello non sia il loro stato...non è il loro confine
erano in acque internazionali

gli idioti, qui, non sono stati quelli della nave pacifista

Anonimo ha detto...

Reby, riporto qui di seguito uno stralcio di un documento di Ugo Volli al riguardo:
"Sul piano giuridico, il territorio di Gaza è sottoposto da Israele a blocco Navale. Il blocco navale è una pratica di guerra antica (risale almeno alle guerre napoleoniche) e legittima (sancita dal Congresso di Parigi del 1856). Esso consente alla potenza bloccante di catturare o anche affondare tutte le navi che cercano di violare il blocco anche in mare aperto, senza limiti di acque territoriali. Chi viola il blocco è un contrabbandiere in zona di guerra e agisce contro la legge, è dunque un obiettivo legittimo della forza militare. Il blocco riguarda tutte le navi, anche quelle neutrali (http://it.wikipedia.org/wiki/Blocco_navale). Israele ha seguito tutte le procedure del blocco, comunicandolo molte volte e in particolare segnalandolo agli stati interessati e anche alle navi della flottiglia, come si vede da questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=qKOmLP4yHb4&feature=player_embedded.
In generale le forze militari hanno diritto di ispezione anche in alto mare e fuori dalle acque territoriali le navi di passaggio. Questi diritti si chiamano "diritto di visita" e in casi di conflitto possono diventare legittime "operazioni di interdizione marittima" (Maritime Interdiction Operation, per definizioni e limiti di queste istituzioni giuridiche vedete le voci relative sul glossario di diritto del mare della Marina italiana:
http://www.marina.difesa.it/editoria/rivista/gloss/a.asp e qui:
http://en.wikipedia.org/wiki/Maritime_Interdiction_Operations."

Ed un ulteriore link da una fonte spero non classificabile di parte:

http://www.icrc.org/ihl.nsf/385ec082b509e76c41256739003e636d/7694fe2016f347e1c125641f002d49ce

Marcello42

Anonimo ha detto...

Il link è risultato troncato:

http://www.icrc.org/ihl.nsf/385ec082b509e76c41256739003e636d/7694fe2016f347e1c125641f002d49ce

Marcello42

Mella ha detto...

Se non si conoscono le leggi e le normative sarebbe preferibile astenersi dal commentare: l'intervento in acque internazionali era PERFETTAMENTE LEGALE E LEGITTIMO, come molti blog hanno ampiamente documentato. Ma i mantra sono più accattivanti dei documenti, vero? Poi per inciso si potrebbe aggiungere che non è il loro stato, anche se potrebbero benissimo, in base a ogni norma di diritto internazionale, incorporarlo nel proprio stato, ma diamo pure per buono che non è il loro stato; però non è neanche lo stato di nessun altro, dal momento che "loro", dopo il completo ritiro israeliano, anziché uno stato hanno preferito farne una base per il terrorismo.

Mella ha detto...

Ah, ci siamo incrociati. E va bene così: melius abundar quam deficiere.

Reby ha detto...

bene

diciamo ai parenti di quei morti che loro sono restati vittime di uno spiacevole eccesso di legittima difesa

non erano terroristi, erano civili...

Mella ha detto...

Eccesso? Grandioso!
Erano civili? Certo che erano civili: da quando in qua i terroristi portano un'uniforme?

Anonimo ha detto...

camomillati...

Marcoz ha detto...

Io ho subito sospeso il mio giudizio, quando mi è giunta notizia del fatto, in attesa di saperne di più.
Ma devo dire, dopo aver preso in visione diverso materiale e letto documentazione attinente, che la mia originale impressione (cioè che quanto si è potuto vedere nei primi spezzoni trasmessi dai tg non fosse un comportamento da "pacifisti") si è rivelata corretta.
E lo rimarrà fino a quando non mi giungeranno solidi elementi a confutarla.

Arci ha detto...

caro REBY benvenuto su questo blog aperto a tutte le opinioni e a tutti i contributi.
La tua amarezza per l'epilogo della "missione umanitaria" la condivido, quanto avrei preferito che si riuscisse a fermarli senza sangue.
Tuttavia non solo l'azione israeliana è stata legittima (come spiega Volli) ma era indispensabile.

Se si riuscisse a violare impunemente il blocco navale l'autorità, e quindi l'esistenza stessa dello Stato di Israele, sarebbe finita.

Ovviamente non intendo chiamare idiota la vittima dello scontro a fuoco, ci mancherebbe. Ho solo osservato che se uno si prefigge la pace e provoca dei morti ha fatto scelte poco intelligenti.

Arci ha detto...

caro Marcello42 benvenuto su questo blog aperto a tutte le opinioni e a tutti i contributi.
Grazie per la chiarezza, in tema di diritto internazionale, che hai inteso fornire.

Sono dispiaciuto per come è andato lo scontro, ma difendo il diritto all'esistenza di Israele. Riconosco gli eredi di Hitler, non faccio confusioni.

Per questo ho scritto questo post ed altri nel passato.

Arci ha detto...

cara BARBARA, bentornata.

Arci ha detto...

anch'io come te, caro MARCOZ, ho aspettato un po' prima di esprimermi. Ma poi ho assunto questa posizione soprattutto per un fatto: gli aiuti umanitari a Gaza possono arrivare, previo controllo, senza tutto quel contorno propagandistico.
Hanno voluto forzare il blocco ed andavano fermati.
Purtroppo ci sono scappati i morti, come sempre accade in zona di guerra.

nic ha detto...

Anch'io mi sono informata a dovere, prima di dire la mia, ma se ho capito bene(e credo di sì) i "pacifisti" avrebbero potuto attraccare in un porto israeliano: si sarebbero evitati diciannove morti.
Heilà, Arci.

Arci ha detto...

infatti cara N, fossero stati più intelligenti ... ciao

Arci ha detto...

Aspettavo, tra gli amici blogger, di sentire una voce dall'interno della SINISTRA israeliana.

http://zamparzigogola.ilcannocchiale.it/post/2494625.html

Questo di Della Rocca, che ci propone l'amica ARIELA, risulta serio e chiaro: i terroristi preparano una trappola per isolare ancora di più Israele (usando anche pacifisti ingenui) e il governo di destra (con ministro socialista) abbocca nel modo peggiore.
Però una cosa non la dice: la sinistra israeliana è per la permanenza del blocco navale o per rimuoverlo?
Perchè la posizione di oggi è questa non i due stati di domani o di dopodomani (che visti da lontano appaiono alquanto improbabili, se non utopici).
E ancora: se il blocco navale fosse rimosso e Gaza si riempisse di missili, e li sparassero fino a Tel Aviv, cosa farebbe Israele?

Mella ha detto...

Mi permetto di correggere la tua ultima frase, passandola da periodo ipotetico di II tipo a periodo ipotetico di I tipo che, come sa chiunque abbia due occhi, o anche uno solo, anche con poche diottrie, è l'unico disponibile: Se il blocco navale verrà rimosso, Gaza si riempirà di missili e questi verranno sparati fino a Tel Aviv e anche oltre, visto che sono riforniti dall'Iran, che in queste cose ha discreta pratica. A questo punto gli sbocchi possibili sono due: o Israele non reagisce e scompare dalla faccia della terra, o viene fuori una guerra di quelle vere, con decine se non centinaia di migliaia di morti da entrambe le parti e possibile allargamento a tutta la regione, nel qual caso i morti saranno milioni. Ma è inutile aspettarsi che i sinistri israeliani che già hanno svenduto mezzo Israele ai terroristi per avere in cambio morte e distruzione, riescano a recuperare quella mezza diottria visiva, o quel mezzo grammo di onestà intellettuale, da vedere o da ammettere questo.

Gians ha detto...

Avrai capito che, nello spazio di un commento è quasi impossibile motivare le proprie posizioni, a meno che non si facciano dei pipponi talmente lunghi da divenire illeggibili. avrai capito pure che non sono un filopalestinese, ne tanto meno un foloisraeliano. quello che conta come sempre per me, sono i modi. Alcuni saggi dicevano che non si può ammazzare una mosca con un cannone.

Arci ha detto...

infatti, cara BARBARA, la mia domanda serviva per prendere in considerazione gli scenari che paventi tu.

Arci ha detto...

caro GIANS, tutto è opinabile. E' stato usato veramente il cannone ? Non pensi potrebbe essere stato peggio uno speronamento ?
Insomma, secondo te come avrebbero dovuto fermare quelle navi ?
Pare ne sia partita un'altra, vedremo !!

PS: non dovevi mandarmi una certa foto?

ariela ha detto...

Vorrei ricordare a Reby che nel novembre 2009 nelle vicinanze di Cipro gli israeliani hanno fermato una nave. Non ricordo che bandiera aveva, ma era in rotta dall'Iran al Libano. La nave era colma di armi. Hizbollah ha detto che non erano per loro. Siccome non erano certo giocattoli destinati a bambini poveri, e siccome l'esercito libanese ha dichiarato che non aspettava pacchetti regalo dall'Iran,Israele si è lamentata all'ONU, tutti i giornali del mondo hanno fotografato e scritto, ma...poco è stato pubblicato o reso noto attraverso i media e naturalmente non è stato indetto nessun comitato d'inchiesta. Era lampante che le armi erano destinate ad essere usate contro Israele, quindi poco male. Questa volta la nave, mi riferisco soltanto alla Mavi Marmara, aveva a bordo circa 550 pacifisti (odio questo termine da quando è stato adottato dagli estremisti con o senza colore politico), gli altri, si parla di una cinquantina o più, non erano per niente pacifisti, erano venuti per combattere, erano organizzatissimi, divisi in gruppi piazzati strategicamente sulla nave in modo da coprirne tutta l'area scoperta, erano muniti di armi fredde, maschere anti gas, giubbotti anti pallottole.Ieri, per la prima volta uno dei soldati gravemente feriti, ha raccontato di essere stato scaraventato dal ponte superiore al ponte sottostante con un coltello conficcato nel ventre e dopo essere stato bastonato.

ariela ha detto...

I politici sanno mentire, molti di loro credono che mentire e manipolare sia fare la vera politica, i nostri soldati, e particolarmente quelli di quell'arma, no. O stanno zitti o espongono fatti. Mi fermo qui, non vorrei che qualcuno fraintendesse e capisse da quanto ho scritto, che giustifico l'azione eseguita da Israele. Accuso completamente il nostro primo ministro e il ministro della difesa che si ostinano ad occupare cariche che esigono una buona dose di materia grigia mentre loro ne hanno pochissima ed agiscono in funzione del proprio gonfio ego. E per di più pare che le decisioni che hanno preso non siano legittime in quanto hanno infranto le regole del nostro parlamento che esigono che decisioni del genere vengano prese da un dato forum. Però questo è ancora da controllare. Accuso gli israeliani che fanno scelte politiche pericolose.
Da nni mi oppongo all'occupazione dei territori, e certamente al blocco di Gaza, ma dall'agosto 2005ne parlo poco. Hamas mi ha convinto a diminuire i toni. E concordo con chi afferma che immadiatamente dopo l'abolizione del blocco la prima preoccupazione sarà quella di armarsi fino ai denti per attaccare Israele.
"Come la prima preoccupazione?E i palestinesi di Gaza?" chiederà qualche ingenuo.
"E chi se ne importa!" risposta di quasi tutti i leaders dei paesi arabi + Ahmadinedjad.

Arci ha detto...

cara Ariela, il "pacifista" che ha accoltellato il soldato israeliano, e i suoi compari, erano tutt'altro che pacifici.
Coloro che si trovavano nella flottiglia in buona fede (quanti saranno?) sono stati strumentalizzati dagli organizzatori della trappola. Ma non ho sentito nessuno di loro ammetterlo e/o denunciare i violenti.
Sono stati rimpatriati e agitavano la V di vittoria. Quindi l'obiettivo che avevano, e che è stato raggiunto, è chiaro: isolare Israele, ottenere una condanna della sua condotta.

Questo dovrebbero intenderlo tutte le persone in buona fede e non solo quelli come me che hanno il coraggio di professarsi amici dello Stato di Israele in ogni circostanza.
a presto